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IGF-1, Segnalazione mTOR e Neurodegenerazione tra Occhio e Cervello

IGF-1, Segnalazione mTOR e Neurodegenerazione tra Occhio e Cervello

Introduzione Il glaucoma è ora riconosciuto non solo come un problema di pressione oculare ma come una malattia neurodegenerativa del nervo ottico. Le cellule ganglionari retiniche (RGC) – i neuroni che inviano segnali visivi dall'occhio al cervello – degenerano nel glaucoma, proprio come i neuroni muoiono nelle malattie di Alzheimer o Parkinson (pmc.ncbi.nlm.nih.gov) (pmc.ncbi.nlm.nih.gov). I r...

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HRV

HRV è l'abbreviazione di "variabilità della frequenza cardiaca" e indica quanto il tempo tra un battito del cuore e il successivo cambia nel corso di pochi secondi o minuti. Non misura la velocità del cuore, ma la variazione dei suoi intervalli, e si calcola con strumenti come l'elettrocardiogramma o dispositivi indossabili. Questa misura riflette l'equilibrio tra le due branche del sistema nervoso autonomo: quella che accelera il battito e quella che lo rallenta. In generale una maggiore variabilità è segno che il corpo si adatta bene a stimoli e stress, mentre una variabilità bassa può indicare affaticamento o stress cronico. Per questo è usato da atleti, medici e persone interessate al benessere per monitorare recupero, stress e resilienza fisica. La variabilità cambia per tanti motivi: età, allenamento, qualità del sonno, alimentazione, stress emotivo, respirazione e alcuni farmaci. Interpretarla richiede cautela perché i valori variano molto da persona a persona e dipendono dal contesto e dal metodo di misurazione. È più utile seguire l'andamento nel tempo che confrontare un singolo valore con standard generici. Migliorare il sonno, ridurre lo stress, fare esercizio regolare e pratiche di respirazione possono aumentare la variabilità in modo sano. Anche se è uno strumento informativo, non sostituisce una valutazione medica completa quando ci sono sintomi o problemi cardiaci.