Peptidi derivati dalle proteine da shock termico e autoimmunità nel glaucoma
Le evidenze suggeriscono che le cellule T (un tipo di globuli bianchi) che reagiscono contro le HSP possono danneggiare il nervo ottico. Ad esempio,...
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L'ET-1 è prodotta da molti tessuti oculari (retina, corpo ciliare, trabecolato, ecc.). Normalmente aiuta a regolare il flusso sanguigno e il deflusso...
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La testa del nervo ottico è la regione dell'occhio dove le fibre nervose dei fotorecettori si raccolgono e lasciano il globo oculare per trasmettere le informazioni visive al cervello. È visibile durante l'esame del fondo oculare come una zona leggermente rialzata e più chiara, spesso chiamata disco ottico. Qui arrivano anche i vasi sanguigni che nutrono la retina e le cellule nervose, perciò è un punto cruciale per la circolazione locale. Perché funzioni bene, le fibre nervose e il flusso di sangue devono essere correttamente bilanciati: qualsiasi alterazione può compromettere la vista. La testa del nervo ottico è il punto più vulnerabile a lesioni dovute a pressione o a ridotto apporto di sangue. Una delle manifestazioni più importanti di danno è l'aumento dell'escavazione del disco, che indica perdita di fibre nervose. Per i medici è un segnale fondamentale per diagnosticare malattie oculari e neurologiche, perché i cambiamenti visibili riflettono problemi nelle fibre o nel flusso sanguigno. Monitorare lo stato della testa del nervo ottico permette di intervenire precocemente e, in molti casi, rallentare o prevenire la perdita della vista.