ApoB, ApoA1 e colesterolo non-HDL: Affinare il Rischio Aterogenico nei Pazienti con Glaucoma
Ad esempio, un recente consenso di esperti ha osservato che “l'ApoB…rappresenta la concentrazione totale di particelle lipoproteiche aterogene” e...
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Inizia il test oraIl colesterolo non-HDL è il risultato che ottieni sottraendo il colesterolo “buono” (HDL) dal colesterolo totale. Questo valore include tutto il colesterolo presente in particelle considerate potenzialmente dannose per i vasi sanguigni, come LDL, VLDL e altre lipoproteine ricche di colesterolo. È facile da calcolare e non richiede condizioni particolari del prelievo, quindi spesso viene usato nella pratica clinica come misura semplice e utile del rischio aterosclerotico. A differenza di singoli numeri come il colesterolo LDL, il colesterolo non-HDL rappresenta l’insieme del colesterolo “cattivo” che può contribuire alla formazione di placche nelle arterie. Perché conta il colesterolo non-HDL? Perché è un buon indicatore di rischio per malattie cardiache e ictus: livelli più alti sono associati a maggiore probabilità di sviluppare o peggiorare l’aterosclerosi. Viene spesso usato per definire obiettivi terapeutici e per valutare l’efficacia dei trattamenti che abbassano i grassi nel sangue. In presenza di trigliceridi elevati, può essere più affidabile di altri parametri. Controllare e ridurre il colesterolo non-HDL con dieta, esercizio e farmaci quando necessario aiuta a proteggere il cuore e i vasi.